Logo Centroikia
  • Non so quale sia il mio problema, potete essere d’aiuto?

    A volte si fatica ad individuare un problema preciso, ci si sente frastornati, in preda alla foga degli eventi. I vari professionisti del Centroikia, possono aiutarti a chiarire meglio obiettivi, e il percorso più utile per raggiungerli.
  • Un familiare, compagno/a o un figlio non vuole intraprendere la terapia, che fare?

    Alcune volte le persone a noi care non vogliono iniziare una terapia, vuoi perché ritengono di non avere un problema, vuoi rifiutano qualsiasi aiuto. In questi casi viene valutata la possibilità di poter risolvere il problema in maniera indiretta ossia attraverso l’intervento di chi si presenta da noi. Con l’aiuto del terapeuta si cercherà di coinvolgere l’altro nella terapia e può accadere a volte che questo decida di intraprenderla.
  • Mio figlio ha un problema che posso fare?

    Chiedere una consulenza quanto prima è di fondamentale importanza per evitare che il problema si aggravi. A seconda poi della tipologia del problema e dell’approccio (vedi qui diversi modi di affrontare il problema) si cercherà di risolvere il problema nel modo più efficace ed efficiente.
  • Farmaci?

    Essendo una psicoterapia non è previsto l’utilizzo di farmaci. Qualora si stia seguendo una cura farmacologica la sua eventuale riduzione viene demandata al medico o psichiatra curante con cui viene intrapresa una consultazione. Nei casi in cui venga valutato il supporto farmacologico questo viene sempre declinato al medico curante avviando una consulenza con il terapeuta.
  • Mio figlio fa fatica a scuola e confonde alcune lettere, vuol dire che è dislessico?

    Le motivazioni che portano ad incontrare difficoltà scolastiche possono essere diverse. Certo alcuni segnali, come ad esempio confondere le lettere e/o i suoni simili, possono essere un campanello d’allarme circa la presenza di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, ma da soli non bastano. La presenza di un reale disturbo può essere accertata solo da uno psicologo esperto che, attraverso la raccolta di informazioni circa lo sviluppo del bambino e la somministrazione di test specifici per valutare l’apprendimento, può confermare la presenza o meno.
  • Qual è l’età giusta per effettuare una valutazione psicodiagnostica e degli apprendimenti ?

    Non c’è un’età precisa o migliore per effettuare la valutazione. Ovviamente più precoce è la diagnosi migliore sarà la prognosi. Tenendo conto che una diagnosi di DSA è possibile solo una volta concluso il secondo anno della scuola primaria, è di estrema importanza far valutare il bambino appena si avvertono i primi segnali. Già dalla scuola materna, infatti, è possibile riconoscere alcuni indicatori di rischio e, in particolar modo chi ha in famiglia altri casi di DSA, è consigliabile effettuare una valutazione sui prerequisiti dell’apprendimento.
  • La certificazione per DSA prevede l’insegnante di sostegno?

    La legge 170/2010 permette all’alunno con DSA di essere tutelato nel suo percorso scolastico, ma non prevede l’insegnante di sostegno. La legge impone alla scuola l’attuazione di strategie didattiche e di modalità di lavoro specifiche che siano adatte al profilo dell’alunno, attraverso la creazione di un piano didattico personalizzato (PDP) condiviso con la famiglia e lo specialista che ha redatto la diagnosi. Il PDP stabilisce quali strategie didattiche e quali strumenti compensativi e dispensativi devono essere adottati in ciascuna materia al fine di garantire all’alunno il raggiungimento degli obiettivi didattici della classe.